La seconda questione è il peso. Un vaso appena annaffiato pesa molte volte più di uno asciutto, e il gancio deve reggere quello stato, non quello del negozio.

Piante ricadenti per posizioni con poca luce

Il potos è il meno esigente di tutti. Si allunga per metri, perdona la siccità e cresce anche lontano dalla finestra, dove però i disegni chiari restano più sbiaditi.

Il falangio lascia cadere le sue piantine su lunghi steli fuori dal vaso e riempie in fretta un cesto sospeso. All’acqua dura risponde con le punte delle foglie marroni.

Il filodendro rampicante forma foglie morbide a cuore su rami sottili e resta fitto anche con luce moderata. Sopporta che il terriccio asciughi fra un’annaffiatura e l’altra.

La peperomia cresce compatta e scende appena oltre il bordo del vaso, quindi sta su una mensola più che in un cesto alto. Le sue foglie spesse trattengono acqua, perciò il vaso resta pesante a lungo.

Piante ricadenti per finestre luminose

La collana di perle forma catene di foglie sferiche e chiede molta luce. Immagazzina acqua in quelle sfere e marcisce dalla base se la annaffi troppo spesso.

La collana di cuori lascia scendere fili sottilissimi con foglie a cuore screziate d’argento. Attinge acqua da piccoli tuberi nel terriccio e resiste a lungo senza annaffiature.

L’erba miseria cresce in fretta e prende colore intenso solo con abbastanza luce. Si spoglia dal basso e vive del fatto che la accorci e la radichi di nuovo con regolarità.

Il fiore di cera ha foglie sode e coriacee e fiorisce sui rami vecchi. Dopo la fioritura non tagliare i peduncoli spogli, perché l’anno dopo i fiori arrivano proprio lì.

La coda d’asino forma catene spesse e pesanti di foglie carnose. Le foglie cadono a ogni contatto, quindi il posto giusto è dove non passa nessuno.

Appendere in sicurezza

Pesa il vaso annaffiato prima di scegliere il gancio. Terriccio, acqua e coprivaso insieme arrivano in fretta a diversi chili anche in un cesto di misura media.

In un solaio di cemento serve un tassello adatto, in un controsoffitto di cartongesso un tassello a espansione oppure, meglio, un fissaggio direttamente sull’orditura. Un gancio che tiene solo nella lastra col tempo si strappa.

In affitto e senza forare funzionano le aste a pressione nel vano finestra, i supporti da mensola e i cesti in macramè su un bastone per tende già montato, purché i suoi supporti reggano il peso.

Appendi la pianta in modo da raggiungerla stando in piedi. Quello che controlli solo dalla scala viene annaffiato di rado e ispezionato ancora più di rado.

  • Usa come misura il peso a vaso annaffiato
  • Nel cartongesso solo tassello a espansione o fissaggio sull’orditura
  • Appendi a portata di mano, altrimenti la pianta non viene controllata
  • Un coprivaso chiuso ha bisogno di un vaso interno da sfilare
Mr. Kitty solleva un cesto appena annaffiato per sentirne il peso
Prima il peso da bagnato, poi il gancio giusto

Annaffiare quando la pianta è sopra la testa

Il modo più semplice è sfilare il vaso interno, annaffiarlo nel lavello, lasciarlo sgocciolare e riappenderlo. Sono pochi minuti e nel frattempo vedi la pagina inferiore delle foglie.

Se la pianta resta appesa, versa poca acqua per volta in più riprese, così niente trabocca dal bordo. Un annaffiatoio con becco lungo e stretto rende la cosa più comoda.

I cesti con vaschetta di raccolta integrata sono pratici, però non lasciano vedere quanta acqua resta dentro. Rovescia l’avanzo dopo venti minuti, altrimenti le radici restano stabilmente in acqua.

Controlla le piante appese più spesso di quelle a terra. L’aria calda si raccoglie sotto il soffitto e un vaso sospeso piccolo lì si asciuga in pochi giorni.

L’acqua esce dal fondo del vaso e finisce nel sottovaso
Il vaso interno si annaffia finché l’acqua esce dal fondo

Cosa fare con i rami spogli e sottili

Rami lunghi con foglie molto distanziate sono un segnale di luce. Sposta la pianta più vicino alla finestra prima di prendere le forbici.

In primavera accorcia i rami troppo lunghi o spogli tagliando sopra l’attacco di una foglia. Sotto il taglio la pianta si ramifica e in alto torna fitta.

I pezzi tagliati sono talee già pronte. Potos, filodendro rampicante ed erba miseria radicano in un bicchiere d’acqua nel giro di poche settimane, poi tornano nel cesto in tre o quattro insieme.

Gira il cesto con regolarità, così tutti i lati ricevono luce. Altrimenti la metà lontana dalla finestra resta rada.

Una talea con un nodo sotto il taglio
Il taglio sta sopra un nodo e il pezzo diventa una talea

Dove sta bene un vaso sospeso

Di lato rispetto a una finestra è il posto migliore. La pianta riceve luce lateralmente invece che dall’alto e i rami scendono liberi senza toccare il vetro.

Sopra un termosifone in inverno diventa troppo caldo e troppo secco. È lì che comincia il ragnetto rosso, quindi appendi le specie delicate su un’altra parete.

Sopra un divano o un tavolo da pranzo la pianta gocciola durante le annaffiature e col tempo perde foglie. Appendila lì solo se puoi staccarla per bagnarla.

In una libreria una pianta ricadente fa già effetto dal secondo ripiano. È la soluzione più comoda, perché per annaffiare basta togliere il vaso e rimetterlo a posto.

In un bagno con finestra molte specie stanno bene, perché l’aria è regolarmente più umida. Senza luce naturale però anche il bagno resta un posto sbagliato.

Il controllo regolare dal basso

Una pianta appesa la vedi quasi sempre da sotto, ed è proprio lì che stanno i parassiti. Mentre annaffi tira giù qualche ramo e guarda la pagina inferiore delle foglie e le ascelle fogliari.

Le foglie secche dentro il cesto non cadono, restano appoggiate fra i rami. Toglile, perché sotto si trattiene umidità.

Controlla il fissaggio due volte l’anno. Le corde di un cesto in macramè col tempo si consumano e un gancio si può allentare senza che dal basso si veda.

Controllo della pagina inferiore di una foglia con una lente
Un cesto appeso si controlla da sotto, non da sopra

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Domande comuni

Quali piante ricadenti da interno vogliono poca luce?

Potos e filodendro rampicante reggono anche una posizione a diversi metri dalla finestra. Le varietà variegate lì perdono però il disegno e diventano verdi uniformi. Senza nessuna luce naturale non cresce nessuna delle due.

Quali piante ricadenti da interno sono facili da curare?

Potos, filodendro rampicante e falangio sopportano annaffiature irregolari e luce moderata. Crescono abbastanza in fretta da riempire un cesto in una sola stagione. Per una posizione molto luminosa la più parsimoniosa è la collana di cuori.

Come appendo al soffitto una pianta pesante?

Regolati sul peso a vaso annaffiato. In un solaio di cemento tiene un tassello adatto, nel cartongesso serve un tassello a espansione o un fissaggio sull’orditura. Un gancio piantato solo nella lastra col tempo si strappa.

Come annaffio le piante appese senza fare disastri?

Sfila il vaso interno, annaffialo nel lavello e riappendilo dopo che ha smesso di gocciolare. Se non è possibile, versa poca acqua per volta con un annaffiatoio dal becco stretto e svuota la vaschetta di raccolta dopo venti minuti.

Perché i rami della mia pianta ricadente si spogliano in basso?

Di solito manca luce e la pianta mette energia nella lunghezza invece che nelle foglie. Spostala in un punto più chiaro e in primavera accorcia i rami spogli sopra l’attacco di una foglia. I pezzi tagliati si radicano e tornano nello stesso vaso.

Ogni quanto vanno annaffiate le piante appese?

Più spesso della stessa specie tenuta a terra, perché sotto il soffitto è più caldo e i vasi sono piccoli. Decidi comunque con il dito infilato due o tre centimetri nel terriccio. Le ricadenti succulente come collana di perle e coda d’asino fanno eccezione e vogliono asciugare quasi del tutto.

Ultima verifica: 2026-09-07